La data della sua nascita non è molto precisa; probabilmente nacque nei primi decenni del XVI secolo in quanto le prime notizie sicure lo davano arruolato nella marina toscana tra il 1559-60. Fra il 1583 e il 1602 fu presente nelle più importanti battaglie navali dei primi decenni del XVII secolo (Prevesa, Bona, Famagosa).

Le notizie su di lui, forse a causa di una schiavitù sotto i Turchi o arruolato nelle forze di sua Maestà Cattolica a combattere nelle Fiandre, ricominciano dal 1602 quando era Capitano della "LIVORNINA" , galera della squadra della marineria toscana Ducale.
Dal 1609 al 1613 (anno della sua probabile morte) la sua vita fu un succedersi di attacchi e agguati contro i pirati Turco-barbareschi.


- Attacco e cattura di due brigantini in Corsica
- Cattura di una galeotta corsara con cattura di 29 turchi e liberazione di 8 cristiani presso Torre di Tatra
- Cattura di un brigantino turco con cattura di 20 turchi e liberazione di 12 schiavi cristiani presso le Bocche di Bonifacio

Il 10 Marzo 1607 dopo aver percorso sessanta miglia marine la " LIVORNINA " e la " SAN COSIMO " si scontrarono contro una flottiglia corsara e ne ebbero la meglio catturando più di un centinaio di turchi e liberando 14 cristiani.

L'impresa fu memorabile e definita "sacra" in quanto fu ritrovata sulla nave turca un'immagine sacra della Santa Vergine che era stata rubata da un vascello francese. La Domenica successiva fu trasportata in processione solenne che ricordò questo avvenimento che aveva del prodigioso.
Il 17 Settembre del 1607 diede il meglio del suo tatticismo, ribaltando le sorti di una battaglia già persa compiendo una manovra definita da tutti come audace ma grandiosa. Si insediò in una stretta insenatura con la sua "Livornina" e disperse i suoi nemici.
Per questa manovrà fu definito come un "sicuro conoscitore dell'arte marinara e coraggioso sino alla temerarietà".

Per queste sue grandi imprese entrò a far parte dell'ordine dei Cavalieri di Santo Stefano.

Nel 1610 poi fu protagonista di un grave incidente disciplinare, quando una nave Turca in ritirata, fermata da uno sparo di avvertimento, e ormai arresa, fu da lui speronata senza nessun motivo, causa la sua grande irruenza. Però per questo increscioso fatto riuscì ad ottenere la grazia. Ormai però il rapporto con la Marineria Ducale era diventato molto incrinato e preferì lasciare ed entrare nella Marineria Pontificia ove fu promosso a Capitano del Papa.
Purtroppo però nel 1613 fu colpito come tanti altri comandanti da quella che era diventata un enorme epidemia pestilenziale.

Per alcuni questa fu la data della sua morte ed il luogo dove rimase per altri sette anni prima di essere portato da Francesco Centurioni nella chiesa di S.Lorenzo in Portovenere.

Per altri la data della sua morte fu il 1615, due anni dopo. Si chiuse cosi la turbolenta ed intrepida vicenda del valoroso capitano Giuseppe Graffigna detto il "CARDINALINO", uomo di mare di Portovenere divenuto il terrore dei corsari Turchi-barbareschi.